La Salle non scrive per le orecchie, ma per i cuori degli uomini; lavora nei ritagli di tempo e ha di fronte persone di umili origini, forse con non molta cultura, ma dall’animo infiammato come tutti i neofiti all’inizio di una grande avventura. Nessun volo pindarico dunque, ma concretezza di idee e chiarezza negli scopi: l’essenziale. L’opera è volta anzitutto ai Fratelli perché sia stimolo ad “un cosciente e generoso ritorno alle origini” e alla Famiglia lasalliana “perché trovi in queste pagine di alta spiritualità un valido aiuto per arrivare più facilmente e più direttamente a Dio nostro Signore”.  (Gabriele Di Giovanni)

 

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Meditazioni

 

 

Regole e Costituzioni dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane

È, nell’Istituto, la prima traduzione, stampata, della Regola in lingua diversa dal francese.
Costituì pure la necessaria documentazione per ottenere negli Stati Sardi di Terraferma l’exequatur alla Bolla pontificia di approvazione dell’Istituto.
Sostanzialmente il testo è quello lasciato dal Fondatore. Le modifiche principali sono quelle apportate a seguito della Bolla di Benedetto XIII che per i fratelli delle scuole cristiane prevedeva non solo la pratica dei tre voti di Religione (povertà, castità, obbedienza) ma pure l’emissione esplicita di tali voti.
Dal Fondatore fu ritenuta lo strumento principale per la formazione del “fratello”, come religioso insegnante. I giovani, talvolta di 14 anni, che si presentavano al Noviziato per seguirlo
nell’avventura della scuola cristiana gratuita non erano molto preparati né spiritualmente né professionalmente. Le richieste di parrocchie e comuni, per l’istituzione di scuole, erano frequenti. Il tempo della preparazione, il noviziato, era brevissimo; talvolta meno di un anno. La formazione perciò doveva svolgersi in itinere cioè continuare, sotto la direzione del Direttore o del primo maestro, quando già il giovanissimo fratello si trovava in comunità a fare scuola.
La regola lasalliana si articola pertanto su tre linee principali di formazione del giovane aspirante: a) umana b) professionale e c) religiosa. Contengono, innanzi tutto, regole di civile e
cristiana educazione; in secondo luogo danno indicazioni di comportamenti efficaci nell’educazione degli scolari; infine forniscono norme e consigli per un progresso ascetico – spirituale per dare efficacia all’opera educativa della scuola cristiana che ha in vista non solo una valida preparazione degli scolari per l’inserimento nella società ma anche, e soprattutto, la salvezza eterna dei fanciulli.

 

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Regola delle Scuole Cristiane - Anno 1834

 

 

La condotta delle Scuole Cristiane edita a Torino da Pomba nel 1834 è la traduzione dell’edizione francese edita a Parigi nel 1828 per ordine del Superiore Generale fr. Guillaume de Jésus (François Marre).

  

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Condotta delle Scuole Cristiane - Anno 1834

 

 

La Norma delle Scuole Cristiane edita a Torino dalla Tipografia Mussano nel 1844 è la traduzione della nuova edizione francese rivista, corretta ed approvata dal Capitolo Generale del 1837 e stampata a Parigi nel 1838 per ordine del Superiore Generale fr. Philippe (Mathieu Bransiet).

 

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Norma delle Scuole Cristiane - Anno 1844

 

 

La Raccolta è , dopo le nostre sante Regole, la più ricca eredità che ci abbia lasciato il nostro Padre e Fondatore, San Giovanni Battista de La Salle. In questa operetta, egli adunò tutta la sua dottrina spirituale, e la scrisse in stile a un tempo sì semplice e si profondo che, tutti e ciascuno, incipienti e provetti, trovano in essa il conveniente cibo della loro anima. Essa è la guida del novizio, e insieme la luce e il sostegno del professo incanutito nell’esercizio delle religiose virtù. Essa è il latte dei deboli e il pane dei forti. Essa perciò dev'essere il manuale prediletto del Fratello delle Scuole Cristiane, giacché essa è per lui la via della perfezione propria e personale.

 

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Raccolta di Trattatelli - Anno 1940

 

 

San Giovanni Battista de La Salle, nostro Fondatore e Padre, ci lasciò tutto un corpo di particolari insegnamenti intorno all’orazione e al metodo che convien tenere in sì santo esercizio. Benché i suoi pensieri su tal materia li troviamo qua e là sparsi nella Regola, nelle Meditazioni, e nella Raccolta, volle tuttavia coordinarli egli stesso e ridurli in forma didattica
nella Spiegazione del Metodo di orazione, opera a cui attese ne’ suoi ultimi anni con intelletto e amore, come ci fa sapere il canonico Blain, che ne scrisse la vita.

 

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Spiegazione del metodo di orazione